Libri che ho letto o divorato sotto l’ombrellone
Solitamente in agosto, io e la mia metà amiamo fare dei viaggi all’avventura, in paesi lontani. Quest’anno, per forza di cose, l’avventura lontana non era un’opzione (troppi rischi per il COVID19) e abbiamo optato per Serifos in Grecia. Un’isola stupenda, dove abbiamo poltrito in spiaggia sotto un sole cocente, alternando nuotate e letture. I libri che ho letto mi sono piaciuti molto, per cui li condivido con te:

Un paese senza leader, di Luciano Fontana

Un paese senza leader, scritto da Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera nel 2018, è una lettura facile, veloce, giornalistica che aiuta gli sprovveduti che non leggono spesso il giornale (come me) a farsi un’idea più chiara di chi siano i leader politici italiani degli ultimi 25 anni.

Si parte da Berlusconi, passando in rassegna Prodi, D’Alema, fino ad arrivare a Renzi, Salvini, Di Maio e Giuseppe Conte.

Non mi sono strappato i capelli nel leggerlo, ma ritengo che in quanto cittadino italiano sia importante ogni tanto tenersi aggiornati in merito. Amen.

Un paese senza leader, di Luciano Fontana
Un paese senza leader, di Luciano Fontana

Io sono il potere. Confessioni di un capo di gabinetto

Scritto da Giuseppe Salvaggiulo e da un capo di gabinetto Anonimo, è un libro uscito a Marzo 2020 e che ho trovato molto succoso: il capo di gabinetto racconta la sua vita all’interno della macchina politica romana e italiana, con un misto di orgoglio per il proprio status quo, arroganza nei confronti di politici che sono per loro natura “effimeri” nei palazzi, e realismo. Ti tiene incollato al Kindle.

La lettura è molto facile, semplice, veloce; e mostra come il nostro paese sia in mano ai tecnici.

In complesso ne darei un giudizio positivo perché fa luce in modo molto eloquente su alcuni aspetti della macchina politica italiana che fino ad ora erano celati, in ombra (almeno per me!). Credo che risveglierà qualche coscienza; tuttavia, stabilire poi che questo genererà uno snowball effect che porti ad un cambiamento, lascio lavorare maghi e indovini.

Io sono il potere. Confessioni di un capo di gabinetto
Io sono il potere. Confessioni di un capo di gabinetto

The Game, di Alessandro Baricco

Qua iniziamo a sgranchirci le dita. The Game è il mio primo libro di Alessandro Baricco, e non sarà sicuramente l’ultimo. Ho letto The Game perché veniva citato diverse volte da Marco Montemagno durante uno dei suoi Live.

Nonostante io abbia trovato molto piacevole lo stile di scrittura saggistica di Baricco, tuttavia mi è risultato piuttosto impegnativo da seguire: ho dovuto leggere a piccole dosi, digerendo i concetti, e entrando nelle definizioni che man mano snocciolava.

Il libro acchiappa subito, non posso fare a meno di riportare questo estratto:

“...quando il radar degli intellettuali inquadra la stupidità senza scampo del libro finito primo in classifica e ne deduce una catastrofe culturale, io cerco di attenermi ai fatti e quindi finisco per ricordarmi che chi ha portato quel libro là sopra è un tipo di pubblico che, solo sessanta anni prima, non solo non comprava libri ma era analfabeta...

Da lì The Game si sviluppa in un’analisi precisa, puntuale, analitica, a tratti astrusa, sull’evoluzione tecnologica degli ultimi 40 anni, e sulla sua ingerenza nella vita umana: dall’invenzione di Space Invaders fino ad AlphaGo.

Baricco identifica un preciso momento di nascita del concetto di The Game, il gioco: la presentazione di Steve Jobs del primo iphone. Da lì inizia la gameification di tutto: i complessi e difficili software diventano semplici e facili App; e tutta una serie di gesti diventano quasi un gioco: scrivere messaggi privati (Whatsapp), prenotare un albergo (Airbnb), proclamare e parlare al mondo (Twitter).

Ho adorato l’idea che con Space Invaders la postura dell’uomo passa dalla millenaria “uomo – spada – cavallo” a “uomo – tasti – schermo”.

 

The Game, di Alessandro Baricco
The Game, di Alessandro Baricco

L’arte della negoziazione con il metodo del Cremlino, di Igor Ryzov

Quest’estate la mia azienda ci ha fatto frequentare un bellissimo corso di negoziazione, per imparare le attitudini necessarie a negoziare a distanza (in videocall). A fine corso ci hanno suggerito una bibliografia, e L’arte della negoziazione con il metodo del Cremlino, di Igor Ryzov ha catturato la mia attenzione.

Che dire? Lo raccomando. 

Insegna tecniche che possono essere usate in qualsiasi ambito: dall’acquisto di uno scooter su Subito.it, alla negoziazione di un contratto di 5 anni per la distribuzione in Italia di un grande brand multinazionale. L’arte della negoziazione con il metodo del Cremlino offre soluzioni pratiche, con molti esempi e esercizi; addirittura per alcuni l’autore Igor Ryzov ti chiede di mandarglieli per email.

La cosa più importante che ho imparato?

“Una negoziazione non si vince né si perde. Ma si può sempre valutare con sufficiente precisione il punto del processo di trattativa in cui ci si trova e quale deve essere il passo successivo da compiere.”

L'arte della negoziazione con il metodo del Cremlino. Di Igor Ryzov
L'arte della negoziazione con il metodo del Cremlino. Di Igor Ryzov
L’enigma della camera 622, di Joël Dicker

L’enigma della camera 622 è uscito all’inizio dell’estate, è stato scritto dallo stesso autore di La verità sul caso Harry Quebert, ed è il libro che mi ha tenuto più incollato al Kindle. Ho letto il libro (un mapazzone di oltre 600 pagine) in soli due giorni, non mi succedeva dai tempi del Codice Da Vinci di Dan Brown.

Il libro è scritto in modo facile, scorrevole, la storia inizia con due periodi temporali che poi diventano 3, e poi i capitoli iniziano ad alternare i tre periodi, con successivi “tre minuti prima del momento X 15 anni fa”, “2 mesi prima del momento Y oggi”, etc. L’unico modo per venirne a capo era leggere senza distrazioni, e tutto d’un fiato.

Personalmente sono rimasto sospeso fino all’ultimo.

Non nascondo però di aver dovuto sospende l’incredulità in alcuni momenti del libro, che ho ritenuto un pochino impossibili nel nostro mondo.

Ho infine molto apprezzato l’omaggio dello scrittore a Bernard de Fallois, che ha “scoperto” Dicker.

L'enigma della camera 622, di Joël Dicker
L'enigma della camera 622, di Joël Dicker

Il Piacere, di Gabriele D’Annunzio

Ogni estate mi ripropongo di leggere qualche buon libro che ha segnato la storia letteraria o filosofica, e quest’estate ho provato con Il Piacere di Gabriele D’Annunzio.

Questa pratica è diventata ancor più facile con il dizionario incorporato nel Kindle, dove è sufficiente selezionare una parola non conosciuta per leggerne la definizione. Ne Il Piacere, c’erano molte parole un pochino desuete che ho avuto il piacere di apprendere

Il Piacere racconta la storia di una piccola parte della vita del conte Andrea Sperelli, un bel giovane nobile romano che è esperto in tutto ciò che è arte, duelli, equitazione, ma soprattutto donzelle.

Lo stile letterario di D’Annunzio era un piacere da leggere, l’ho divorato.

Il Piacere, di Gabriele D'Annunzio
Il Piacere, di Gabriele D'Annunzio

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